Dalle Provincie

A CHIETI LA PRIMA PANCHINA “ARCOBALENO” CONTRO L’OMOFOBIA

person s hands with paint

In occasione della Giornata internazionale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia riconosciuta dall’Unione europea e dalle Nazioni Unite e celebrata dal 2004 il 17 maggio di ogni anno, è iniziata ieri a piazza Carafa la realizzazione della prima panchina Rainbow della città, promossa dall’Arcigay Chieti e patrocinata dal Comune, nell’ambito delle panchine dei diritti, iniziativa che vedrà la città costellata di sedute ispirate a diritti civili.

A Piazza Carafa a tenere a battesimo la prima c’erano l’assessore al Verde Pubblico Chiara Zappalorto, i consiglieri comunali Pd Paride Paci, Valentina De Luca e Barbara Di Roberto e Luca Amicone del Movimento Cinque stelle, i referenti dell’Arcigay Chieti – Sylvia Rivera, che sono anche i realizzatori della panchina.

“Questa panchina è il primo passo di un percorso importante e colorato che vedrà fiorire, in città,  numerose panchine dei diritti civili – così gli assessori Chiara Zappalorto e Stefano Rispoli e il consigliere Paride Paci – Dare questo segnale, in una giornata internazionale dedicata al contrasto dell’omofobia, transfobia e bifobia, significa non solo essere vicini a tematiche importanti, attuali e di spessore per una città moderna, ma parlare una lingua nuova, capace di trovare ascolto in tutti e di dare voce a tutti i cittadini, in nome di diritti che prima che civili sono umani”.

“Per il 17 maggio abbiamo giornata internazionale abbiamo iniziato a Piazza Carafa la realizzazione della panchina Rainbow – così Nicholas Di Domizio, referente Arcigay Chieti – Sylvia Rivera – una realizzazione che serve a dare un forte messaggio alla città e a esprimere vicinanza alla comunità che incarna questi diritti. Come Arcigay Chieti ci battiamo per agevolarne il riconoscimento da oltre 12 anni e la realizzazione di questa panchina è un grande segno di solidarietà ai nostri temi, che attraverso questi colori e la curiosità di quanti occuperanno questa panchina, diventano un po’ di tutti, non possono essere taciuti o restare inaffrontati, perché riguardano le esistenze di milioni di persone”.

(Foto: Sharon McCutcheon su Pexels.com)

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