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ABBRUZZO, 10 LUOGHI POCO CONOSCIUTI DA VISITARE

Qui sotto potete trovare i dieci posti poco conosciuti da visitare in Abruzzo, con un paesaggio naturale straordinario. Per farvi comprendere lo straordinario paesaggio abruzzese, leggetevi questa poesia di Gabriele D’Annuzio sui pastori: “Settembre. Andiamo è tempo di migrare.
Ora in terra d’Abruzzo i miei pastori
lascian gli stazzi e vanno verso il mare,
vanno verso l’Adriatico selvaggio
che verde è come i pascoli dei monti.
Han bevuto profondamente ai fonti alpestri
ché sapor d’acqua natia
rimanga nei cuori esuli a conforto,
che lungo illuda la lor sete in via.
Rinnovato hanno verga d’avellano.
E vanno pel tratturo antico al piano
quasi per un erbal fiume silente,
su le vestigia degli antichi padri.
Oh voce di colui che primamente
conobbe il tremolar della marina!
Ora lungh’esso il litoral
cammina la greggia.
Senza mutamento è l’aria
e il sole imbionda sì la viva lana
che quasi dalla sabbia non divaria.
Isciacquìo, calpestìo, dolci rumori,
ah perché non son io coi miei pastori?”

Castello Ducale di Casoli

Il Castello Ducale di Casoli, una fortezza normanna che si trova a Casoli in provincia di Chieti, spicca in cima alla valle fluviale del lago S. Angelo. La vista che si può ammirare dalla torre è davvero sensazionale: abbraccia l’Aventino lasciando intravedere un piccolo tratto di mare e la Maiella. Grazie a un membro della famiglia Masciantonio, don Pasquale, il paese è diventato il centro di una ricca attività politica e culturale che ha attirato numerosi intellettuali dell’epoca. Nel corso della sua esistenza ha ospitato anche personaggi storici illustri, come Gabriele d’Annunzio, a cui veniva sempre riservata una stanza nella torre dove egli amava confortarsi e appuntare pensieri e firme su alcune pareti del castello. Tra le stanze dell’antico palazzo municipale, inoltre, pare sia stata progettata la strategia della Brigata Maiella che contribuì alla liberazione dell’Italia dall’occupazione tedesca. È possibile visitarlo acquistando il biglietto ad un prezzo accessibile.

Castello Ducale di Crecchio

Il Castello Ducale di Crecchio è una storica costruzione, che è situata a Crecchio, in provincia di Chieti, al suo interno ospita oggi il Museo dell’Abruzzo Bizantino e Altomedievale. Non si conosce la data di costruzione del castello in quanto presenta sì tratti normanni ma anche tardo gotici. Sappiamo per certo che Vittorio Emanuele II e la moglie vi hanno soggiornato una notte del 1943 per fuggire da Roma e dall’inseguimento dei tedeschi dopo la firma dell’armistizio. Una leggenda narra che all’interno delle stanze del castello si sentano dei passi dei fantasmi di uno dei proprietari del castello, De Riseis, e dell’amante che ne sono stati i primi residenti.
La suggestiva struttura merita di essere visitata.

Pineta Dannunziana

La Pineta Dannunziana è una riserva naturale di rara bellezza situata a sud di Pescara. Al suo interno la natura incontaminata è padrona dello spazio. Qui infatti, è possibile ammirare tantissime diverse piante tipiche della zona e numerose specie di animali, dagli scoiattoli sugli alberi ai cigni nel laghetto.

Lago di Scanno

Il lago di Scanno, dall’originale perimetro a forma di cuore, è una straordinaria attrazione turistica naturale, situata tra Villalago e Scanno, raggiungibile tramite l’omonimo “Sentiero del Cuore”. Meta prediletta dai romantici di tutta Italia e non, qui è possibile godersi il panorama mozzafiato della vallata e le sue acque cristalline.

Rovine di Alba Fucens

Le Rovine di Alba Fucens si configurano come un sito archeologico situato in provincia dell’Aquila, che conserva i resti di un’antica cittadella di epoca romana e medioevale e soprattutto un anfiteatro, che ancora oggi viene utilizzato e apprezzato da abitanti e turisti.

Borgo di Azzinano

Frazione del comune di Tossicia in provincia di Teramo, il Borgo di Azzinano è caratterizzato da numerosi murales che decorano il centro storico raccontando i giochi di una volta. Proprio qui nacque infatti Annunziata Scipione, una delle più grandi pittrici naif italiane. Si tratta di un borgo dipinto che si può visitare sempre, senza limiti di tempo e che lascia senza parole.

Campli

Situato tra le valli dei torrenti Siccagno e Fiumicino, vanta numerosi punti di interesse tra cui: la Cattedrale di Santa Maria in Platea, la Chiesa di San Francesco, il Museo Archelogico, la Chiesa di San Paolo, il Palazzo del Parlamento e il Santuario della Scala Santa. Proprio in quest’ultimo è custodita una Scala Santa cui nel 1772 vennero concesse le stesse indulgenze della Scala Santa di Roma. Oltre alla maestosità degli edifici storici e religiosi, Campli è famosa perché viene celebrata la Sagra della porchetta, prodotto tipico e d’eccellenza del posto. Durante il periodo estivo viene organizzata anche la Sagra del tartufo di Campovalano, una piccola frazione sulle pendici dei Monti Gemelli.

Eremo di San Domenico a Villalago

Situato in provincia dell’Aquila, l’Eremo di San Domenico a Villalago è un edificio religioso, ad oggi luogo incantato, meta di numerose gite fuori porta.
Secondo la leggenda sarebbe stato proprio San Domenico a scavare con le sue mani la caratteristica grotta, che si affaccia su di un lago artificiale dalle acque color verde smeraldo, l’omonimo lago di San Domenico.

Riserva naturale Marina di Vasto

Caratterizzata da un’atmosfera magica e da contrasti cromatici straordinari, la Riserva naturale Marina di Vasto è l’unione delle acque cristalline del mare, delle dune di sabbia e del verde del paesaggio circostante. Raccomandata per gli amanti delle passeggiate e delle biciclette grazie alla pista ciclopedonale che l’attraversa. Si possono ammirare diversi esemplari di piante e animali. Qui fiorisce la camomilla di mare e il giglio delle sabbie e troviamo anche il fratino, un piccolo uccello che ama nidificare nelle dune. Abitanti della riserva sono anche le testuggini palustri e i rospi smeraldini.

Farindola

Situata sulle colline alle pendici del Gran Sasso, la località è senza dubbio famosa per la produzione di pecorino. La caratteristica che rende unico questo formaggio è l’utilizzo del caglio di suino. Questa tecnica è unica e tipica del posto e prevede molti passaggi importanti al fine di conferire pastosità ed un’essenza decisa che deriva dalle erbe di pascolo. Si può assaggiare fresco ma si apprezza di più stagionato. Solo le donne producono il pecorino di Farindola e la ricetta viene tramandata e costudita nel tempo. Rientra nei prodotti Agroalimentari Tradizionali, Presidio Slowfood.

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