Dalla Regione

ABRUZZO, AUMENTANO LE TERAPIE INTENSIVE

Continuano ad aumentare i ricoveri in Abruzzo e, soprattutto, cresce il numero di pazienti ricoverati in terapia intensiva, che arrivano a quota 85. Nelle ultime ore in rianimazione si contano 4 pazienti in più, al netto di decessi, dimissioni e sei nuovi ricoveri.

Il tasso di occupazione dei posti letto sale al 41,4%, a fronte di una soglia di allarme del 30%. Dei 719 pazienti complessivamente ospedalizzati, 634 (uno in più rispetto a ieri) sono invece in area medica. In questo caso il tasso di occupazione dei posti letto è del 42,7% (soglia di allarme 40%). Gli altri 12.336 positivi (-61) sono in isolamento domiciliare. Soffre, in particolare, l’ospedale di Pescara – nell’area metropolitana la variante inglese è responsabile del 70% dei contagi – dove tutta la catena di gestione dell’emergenza, dal 118 al pronto soccorso, è in tilt da giorni. Al completo il Covid Hospital del capoluogo adriatico.

Dalle ultime ore non è più possibile ricorrere neppure ai trasferimenti, perché anche gli altri ospedali della regione, soprattutto Teramo, stanno raggiungendo il livello di saturazione. I nuovi casi sono 246. Di nuovo basso il numero di tamponi molecolari analizzati: 3.681. E’ risultato positivo il 6,68% dei campioni analizzati. I nuovi positivi con meno di 19 anni sono 27: 7 in provincia dell’Aquila, 2 in provincia di Pescara, 5 in provincia di Chieti e 12 in provincia di Teramo. Il bilancio delle vittime sale a 1.720. Undici i decessi segnalati nell’ultimo bollettino, cinque dei quali riferiti ai giorni scorsi, ma comunicati solo oggi dalle Asl. Riguardano persone di età compresa tra 58 e 94 anni: 4 in provincia di Chieti, 5 in provincia di Teramo, una in provincia dell’Aquila e una in provincia di Pescara. I guariti delle ultime ore sono 291: il totale arriva a 40.135. Gli attualmente positivi sono 13.055 (-56). Nelle ultime ore sono stati eseguiti anche 2.374 test antigenici. A livello territoriale, l’incremento più consistente si registra in provincia di Chieti (+85); seguono il Teramano (+66), il Pescarese (+60) e l’Aquilano (+34). Le località con più nuovi casi sono Chieti (+24) e Pescara (+23). Risultati incoraggianti arrivano dai dati trasmessi all’Istituto Superiore di Sanità, dai due laboratori abruzzesi che si occupano di sequenziamento. Sono relativi ai tamponi dello scorso 18 febbraio risultati positivi al Sars-CoV-2, ma non riconducibili alla variante inglese. Dagli accertamenti non sono emersi casi riconducibili alle varianti brasiliana e sudafricana. Erano tutti legati al ceppo originario del virus. Esclusa, quindi, la presenza delle due varianti considerate più pericolose.

Il direttore del laboratorio di Genetica molecolare – Test Covid-19 dell’università di Chieti, Liborio Stuppia, sottolinea che “a contendersi il territorio al momento sono la variante inglese e due varianti, non considerate a rischio, riconducibili al primo ceppo”. L’inglese ormai è prevalente e, in particolare nel Pescarese, è al 70% da giorni.

Intanto il governatore Marco Marsilio, al termine di un vertice in Regione, torna sul tema vaccini: “Stiamo dando le priorità al mondo della scuola, anche per poter riaprire il prima possibile – dice – Oggi ne ho parlato anche in conferenza Stato-Regioni alla presenza del ministro Bianchi. Ho chiesto di nuovo di vaccinare i diciottenni visto che il vaccino oggi è autorizzato dai 18 anni in su. Vogliamo riaprire le scuole in sicurezza”. Nel corso dell’incontro si è parlato anche della volontà di “mandare più vaccini dove ce n’è più bisogno, dove ci sono le zone rosse. Quindi le province dell’Aquila e di Teramo daranno un contributo a quelle di Chieti e di Pescara per mettere in condizioni quelle due Asl di avere un quantitativo di vaccini maggiore”, conclude.

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