Dalle Provincie

AVEZZANO, DAL COMUNE 1051 BUONI SPESA PER CITTADINI IN DIFFICOLTA’

        

  Supera quota mille il numero delle domande di buoni spesa che hanno superato l’esame del servizio sociale professionale del Comune: 1.051 su 1201.  Esaminate le istanze in tempi record, con esclusione delle richieste incomplete o senza i requisiti previsti dall’avviso pubblico, ora gli operatori del servizio sociale professionale guidati da Maria Laura Ottavi stanno concludendo le operazioni per organizzare la distribuzione dei buoni spesa, all’inizio della settimana prossima, “evitando assembramenti. Gli ammessi agli aiuti del Comune”, spiega il vice sindaco con delega al sociale, Domenico Di Berardino, “saranno convocati in orari differenziati. Si parte lunedì per consentire ai nuclei familiari in difficoltà per l’emergenza sanitaria di poter fare la spesa negli esercizi convenzionati prima delle feste di Natale. La speranza dell’amministrazione Di Pangrazio è di alleviare, almeno un po’, le difficoltà economiche delle tante famiglie in crisi”.

    Per soddisfare l’altissimo numero di richieste di buoni spesa ammessi l’amministrazione integrerà il plafond iniziale di 199 mila euro, risultato insufficiente per coprire i bisogni, portandolo a 330 mila. “Nessuno deve rimanere indietro” aggiunge Di Berardino. Scatta il conto alla rovescia, quindi, per la consegna dei buoni spendibili nelle attività convenzionate con il Comune: finora sono 12 i pubblici esercenti –alimentari, farmacie para-farmacie, igiene personale e pulizia della casa-  che hanno dato disponibilità ad accettare i tagliandi (da 25 euro l’uno, fatti stampare dal Comune) concessi ai nuclei familiari in difficoltà per l’emergenza Covid. Per andare incontro alla famiglie in difficoltà l’amministrazione ha stanziato anche altre risorse: 20 mila euro verranno affidati agli Enti del terzo settore per l’acquisto di  generi alimentari o prodotti di prima necessità con consegna a domicilio; 160 mila per le utenze domestiche di energia elettrica, gas e acqua; 50 mila per i canoni di locazione; 109 mila per le utenze domestiche dei rifiuti (Tari) non pagate per gli anni 2020 e precedenti.

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