Dalle Diocesi

CARD. PETROCCHI PRESIEDE LA MESSA IN ONORE DELLE VITTIME DEL TERREMOTO: “CELEBRAZIONE AVVOLTA DALLA LUCE DELLA PASQUA”

“Questa liturgia, in cui commemoriamo le Vittime del sisma del 06 aprile 2009, non è dominata da una mestizia reclinata su sé stessa, ma è avvolta dalla luce e dalla grazia della Pasqua”. Ha iniziato così la sua omelia il card. Petrocchi durante la messa celebrata ieri in occasione del 12° anniversario del terremoto che nel 2009 ha scosso l’Aquila e l’intero Abruzzo.

“La morte, in Cristo crocifisso e risorto, è passaggio: – afferma durante l’omelia il cardinale – non conclusione disgregante, ma solo cambiamento di sede. Per questo, da credenti, abbiamo il coraggio di guardare in faccia la morte, senza cercare di esorcizzarla attraverso l’occultamento psicologico e l’esclusione culturale. Pur avendo le lacrime agli occhi, ma con la pace nel cuore, possiamo affermare, a testa alta, che i nostri congiunti o amici, che passano attraverso il tunnel della morte, non si perdono nel baratro del nulla, ma: arrivano a destinazione, perché l’esistenza umana è un pellegrinaggio nel tempo verso la patria eterna; ci precedono, perché ciò che si è compiuto in loro, accadrà anche a noi. Di questo siamo sicuri; anche se non sappiamo: dove, come e quando; ci attendono, perché i legami, che ci hanno unito “quaggiù”, non si deteriorano, né vengono meno “lassù”: anzi, si purificano e giungono a pienezza; ci sarà il ricongiungimento, perché quando anche noi avremo varcato la porta della morte, ci ritroveremo nella Casa di Dio, contenti di stringerci in un abbraccio eterno, e grati di essere stati ammessi alla Comunione definitiva con il Padre celeste, resi figli nel Figlio, attraverso il dono dello Spirito”.

“Il tempo non cicatrizza queste ferite: ed è giusto così, perché testimonia un valore perenne! L’importante è che non si infettino. Questa sofferenza va avvicinata e condivisa con rispetto, secondo la sapienza e con la sensibilità della Pasqua,” ha aggiunto in seguito il card. Petrocchi.

Il testo intero dell’omelia è scaricabile sul sito della diocesi.

(Foto: http://www.chiesadilaquila.it/)

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