Cultura e Natura

DERIVATO DALLA KETAMINA E’ UNA SVOLTA CONTRO LA DEPRESSIONE GRAVE, LA RICERCA ALL’UNIVERSITA’ DI CHIETI

“Per la prima volta dopo 30 anni le persone con depressione che non rispondono alle terapie, 300mila in Italia e 100 milioni nel mondo secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, hanno a disposizione una cura in grado di agire in tempi più rapidi ed efficaci rispetto alle terapie standard, e che potrebbe ridurre le ideazioni suicidarie”. Parlano di possibile “svolta” gli esperti della Società italiana di psichiatria (Sip), riuniti in Congresso nazionale a Genova, descrivendo i risultati del primo studio ‘tricolore’ sulla esketamina in formulazione spray, un derivato della ketamina approvato dall’Agenzia italiana del farmaco Aifa lo scorso aprile per il trattamento della depressione resistente. Il lavoro, pubblicato sul ‘Journal of Affective Disorders’, è stato coordinato dall’Università D’Annunzio di Chieti e dall’Università di Brescia, e ha coinvolto altri 22 centri in tutta la Penisola per un totale di 116 pazienti.

I risultati mostrano che, “grazie al nuovo farmaco, oltre il 64% dei pazienti beneficia di un miglioramento significativo. Di questi, il
40% ha avuto una remissione completa della malattia”, riferiscono dalla Sip. “I primi sintomi migliorano già nell’arco delle prime 24 ore da una singola dose, con risultati molto importanti dopo 15 giorni, che a un mese dal trattamento aumentano ancora di più e dopo 2 mesi comportano la remissione completa della malattia in quasi la metà dei pazienti”, sottolineano Massimo di Giannantonio, autore della ricerca e co-presidente Sip, ed Enrico Zanalda, co-presidente della società scientifica con di Giannantonio.

Nel contempo, gli studiosi non hanno osservato problemi di sicurezza imprevisti. Un dato evidenziato dagli psichiatri come particolarmente importante, considerando che la ketamina – ricordano – utilizzata dagli anni ’70 in tutti gli ospedali come anestetico e impiegato in veterinaria, è anche un allucinogeno vietato quasi ovunque perché considerato stupefacente. Secondo i vertici Sip, “questi risultati molto promettenti sembrano consentire un’apertura di credito anche nei confronti di altre sostanze psichedeliche, come ad esempio la psilocibina, principio attivo di alcuni funghi allucinogeni, ma non potenti come l’Lsd. Ciò lascia sperare che, nel futuro, si considerino altre sostanze da studiare e forse anche da utilizzare nella pratica clinica”.

I risultati del nostro studio, che si aggiunge agli studi e alle esperienze cliniche che hanno accompagnato il dossier di approvazione – commentano di Giannantonio e Zanalda – dimostrano che la ketamina può risolvere casi molto gravi di depressione di molti malati che non rispondono alla cura, con alle spalle tentativi di suicidio. La nuova molecola anticipa infatti di 15 giorni l’efficacia delle terapie tradizionali, che impiegano più settimane prima di dare risultati. I sintomi migliorano già dalle prime ore, con effetti più potenti e persistenti rispetto alle terapie standard, e ben tollerati. Ma si tratta di un farmaco di fascia H
territoriale a uso ospedaliero – puntualizzano gli specialisti – cioè utilizzato solo negli ambulatori territoriali dei Dipartimenti di Salute mentale, da impiegare sotto stretto controllo medico e riservato alle sole forme di depressione resistente al trattamento e a rischio di suicidio”.

“L’esketamina – rimarca di Giannantonio – è una molecola specchio della ketamina, vecchio anestetico utilizzato anche come allucinogeno, che agisce in un modo del tutto diverso dagli antidepressivi classici che hanno effetto sui livelli della serotonina, il neurotrasmettitore chiamato ‘ormone del buonumore’. La nuova molecola agisce invece sul recettore del glutammato, per aiutare a ripristinare la connessione tra le sinapsi nelle cellule cerebrali. Ad aprile scorso, dopo Fda ed Ema” per Usa e Ue, “anche Aifa ne ha autorizzato l’impiego in pazienti con depressione con mancata risposta ad almeno due farmaci a un dosaggio e per una durata adeguati”.

“L’effetto della eskatamina perdura nel tempo ed è ben tollerato – assicurano gli psichiatria – Il farmaco può avere transitori effetti dissociativi o ipertensivi, ma non provoca conseguenze cognitive come la riduzione della memoria di lavoro o della velocità di pensiero. Si tratta perciò di un’opportunità importante per i pazienti con depressione resistente, ma va utilizzata sotto controllo medico, mantenendo i pazienti sotto osservazione per circa un’ora dopo la somministrazione”. Per i co-presidente Sip “si tratta di un grande passo in avanti per la terapie delle malattie depressive, ma serviranno ulteriori studi clinici – precisano di Giannantonio e Zanalda – affinché questa innovazione terapeutica diventi uno strumento nelle mani di tutta la psichiatria italiana”.

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