Dalle Diocesi

DIOCESI DI SULMONA-VALVA, LA PRIMA TAPPA DI QUARESIMA A CANSANO

Nella Prima Domenica di Quaresima, 21 febbraio 2021, S.E. Mons. Michele Fusco, Vescovo della Diocesi di Sulmona-Valva, ha omaggiato la comunità parrocchiale di Cansano con un’inaspettata quanto gradita visita parrocchiale. Accolto dal parroco don Magloire, dai membri della Giunta Comunale e della comunità parrocchiale, nell’intima ma sentita celebrazione della Santa Messa tenuta nella chiesa di San Rocco, Mons. Fusco ha ricordato l’importanza del dialogo con le piccole comunità, preziose custodi della cultura, delle tradizioni e dell’identità locale, nonché sede di rapporti umani autentici e familiari, mai necessari quanto nell’attuale contingenza storica, resa così delicata dalla pandemia. Dopo la Messa il Vescovo ha espresso il desiderio di visitare il borgo di Cansano e in particolare le principali chiese del paese, al fine di constatarne lo stato di conservazione e rilevare eventuali emergenze di interesse storico, culturale e identitario. Ad accompagnare S.E. Mons. Michele Fusco, una delegazione composta dal Sindaco Luca Malvestuto, il vicesindaco Maria Di Gregorio, l’assessore Nunzio D’Orazio, il consigliere comunale con delega alla cultura Pasquale Di Giannantonio, il presidente del Consiglio Pastorale ed Economico della Parrocchia di Cansano Angela Di Giallonardo e Livia Ruscitti, membro del Comitato per il restauro delle chiese della Parrocchia. La visita ha mosso i passi da Piazza XX Settembre, lambendo la quattrocentesca ex-chiesa di Santa Maria di Loreto (oggi Centro di Documentazione “Ocriticum”) e soffermandosi poi sulla chiesa del SS. Salvatore, antica Chiesa Madre di Cansano, resa inagibile dal sisma del 2009 e per questo attualmente non aperta al pubblico né al culto. L’edificio sorge nei pressi dell’antico castello, nel cuore del centro storico, un gomitolo di rue e antichi edifici – oggi del tutto abbandonati – dominati dal campanile, tuttora autentica icona identitaria del paese. Eretta a planta nel 1739 in sostituzione della precedente chiesa, crollata nello storico terremoto del 1706, la struttura ha subito rimaneggiamenti nel corso dei secoli e attualmente si presenta divisa in tre navate, con altare maggiore a blocco con tabernacolo e tre altari minori per lato. Al suo interno si può ammirare un prezioso battistero quattrocentesco in marmi policromi, oltre a una pala d’altare raffigurante San Giovanni Battista – patrono di Cansano – e una raffinata tela anonima del XVII secolo rappresentante la Sacra Famiglia, dono della famiglia Teseo. Discusse le modalità d’intervento sulla chiesa del SS. Salvatore, al fine di riconsegnarla quanto prima alla comunità, la delegazione a guida del Vescovo ha attraversato i vicoli e le strade del paese vecchio, costellate di epigrafi, stipiti e antichi materiali di riuso, spesso riportanti citazioni bibliche e cristogrammi, per muoversi poi alla volta della chiesa di San Nicola, che sorge sull’omonimo colle fuori dal paese, nei pressi della stazione ferroviaria di Cansano. L’edificio si cala in un paesaggio naturale incontaminato, con ampia visuale sulla Maiella, sul Morrone e sul Gran Sasso. Fu eretto nel XII secolo e nelle epoche successive mantenne l’assetto originario, preservando fino a fine Ottocento decorazioni parietali degne di nota (tra queste, i famosi affreschi medievali più volte segnalati da Antonio De Nino e Guido Piccirilli, poi ricoperti di scialbo). All’inizio del XX secolo, tuttavia, lo stabile fu radicalmente trasformato grazie al contributo economico degli emigranti cansanesi, perdendo l’assetto medievale e assumendo quello attuale, che ricalca i moduli neoclassici tardo-ottocenteschi. Degni di nota gli stucchi che decorano la volta della navata centrale e la nicchia sull’altare maggiore, opera dei F.lli Feneziani dell’Aquila, che raffigurano scene di lavoro dei minatori cansanesi protetti da San Nicola: una testimonianza artistica, storica e antropologica particolarmente rara e significativa. La chiesa di San Nicola costituisce infatti per Cansano un luogo di grande valore identitario: già sede di un eremita, figura molto amata dai Cansanesi e da alcuni ancora vivamente ricordata, la chiesa ospita ancora – ininterrottamente da secoli – il rito della consegna del pane benedetto aromatizzato all’anice, che avviene annualmente il 6 dicembre e il 26 giugno sulle note di un’antica orazione cantata, dedicata al Santo di Bari. Definite le strategie per valorizzare il complesso di San Nicola, la visita del Vescovo si è avviata alla conclusione, non senza passare in rassegna le chiese minori di Cansano (tra cui San Donato e il rudere della Madonna della Neve) e altre opere artistiche attualmente custodite nella chiesa di San Rocco. “Ringrazio S.E. Mons. Fusco per averci onorato della sua presenza in paese in questo periodo così particolare e delicato” – afferma il Sindaco Luca Malvestuto – “È molto importante per la nostra piccola realtà, spesso marginalizzata, avvertire la vicinanza delle Istituzioni del territorio. Concordare delle strategie comuni per un’azione concreta, con il sostegno delle sedi centrali, è l’unica via possibile per lo sviluppo del nostro piccolo centro: la visita di oggi ci fa sentire meno soli nella realizzazione dei nostri progetti”.

(DAL SITO DELLA DIOCESI).

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