Cultura e Natura

IL PROGETTO VALOR DEL PARCO NAZIONALE DEL GRAN SASSO-MONTI DELLA LAGA PER L’AGROARCHEOLOGIA

Il progetto VALOR, cofinanziato dall’Unione Europea con il programma Erasmus+, è un progetto triennale che mira a sviluppare un quadro di competenze professionali nell’ambito dell’agricoltura resiliente e sostenibile e fornire soprattutto ai giovani agricoltori gli strumenti necessari per intraprendere questo tipo di attività attraverso specifici corsi di formazione on-line liberamente accessibili. 

VALOR è promosso dall’Ente Parco Nazionale del Gran Sasso- Laga in cooperazione con l’Agenzia di gestione del Parco Nazionale dell’Olimpo (Grecia), il Parco Naturale della Foresta Nera Centro-Nord (Germania), l’Università della Tessaglia (Grecia), Università Stefan Cel Mare Suceava (Romania) e da alcuni partner internazionali come Makro, Società di consulenza per lo sviluppo manageriale (Turchia), il Centro di Scienza e Tecnologia Forestale della Catalogna (Spagna), Syntesis-Centro per la Ricerca e l’Istruzione Ltd (Cipro) e da Integra Filder, Associazione di promozione dell’educazione (Germania).

Nonostante i disagi e le relative restrizioni della pandemia, il progetto non si è fermato e si è riusciti a raccogliere oltre 100 feedback da esperti e agricoltori di tutti i paesi membri dell’alleanza, un’ottima base di partenza e di contributi tecnici per la costruzione dei corsi di formazione in agricoltura resiliente.

Più di un terzo delle terre emerse è sfruttato, spesso in maniera irreversibile, mentre il 62% delle specie viventi è minacciato dall’estinzione. Questi sono i numeri drammatici dell’impatto delle attività umane, anche di quelle legate all’agricoltura.

Ricercatori e scienziati sono impegnati ad unire le loro esperienze e le loro ricerche per formulare alcune proposte ed inviti a cambiare punto di vista e a riorganizzare il sistema agricolo in modo ecologico e sostenibile, per farne un punto di forza e non di criticità della rivoluzione in atto.

Al centro della discussione è posta l’agroecologia ossia l’applicazione dei principi di tutela ecologica per la produzione di alimenti, carburante, fibre e farmaci, nonché la gestione di agro sistemi, secondo gli indirizzi forniti dall’Organizzazione Mondiale per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE).

L’agroecologia, infatti, rappresenta un sistema di produzione agricola che, traendo i principi fondamentali dall’ecologia, ne ricalca, in maniera quanto più fedele possibile, i criteri, trasferendoli al settore agricolo, zootecnico e forestale. Rappresenta quindi un modello organizzativo che, coinvolgendo ecosistemi, territori e socialità, li accomuna in una unica visione, realizzando così, in maniera completa ed integrata il concetto di Sviluppo Sostenibile.

Nell’agroecologia si realizza quindi il perfetto equilibrio della natura, abbandonando definitivamente l’uso della chimica e dei biocidi, quali regolatori di sistemi produttivi non in linea con i principi dell’ecosistema fondati sulla biodiversità, sulla mutualità, sulla sussidiarietà e sulla condivisione dei ruoli energetici.

Come sostiene il Presidente del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga l’avvocato Tommaso Navarra: “Con il progetto VALOR “Valorizzazione delle antiche tecniche agricole in un’agricoltura resiliente e sostenibile” vogliamo promuovere il recupero, la conservazione e la valorizzazione delle antiche tecniche di coltivazione locali. Si promuove così l’implementazione di un modello educativo compatibile che porti a programmi di studio innovativi, per sostenere la qualità e la salvaguardia delle tradizioni antiche e la produzione come attività principale che porta alla resilienza e alla sostenibilità“.

Il Progetto unisce sforzi ed esperienze complementari allo scopo di contribuire al miglioramento delle competenze per affrontare con successo le specifiche esigenze del settore.  Il ricorso pervasivo e massiccio a fertilizzanti e fitofarmaci è ormai insostenibile ed è indispensabile ripartire da pratiche agricole che tutelino, innanzitutto, la biodiversità e proteggano tutte le specie, a cominciare dagli insetti, senza i quali nessuna agricoltura è possibile.

Fermare la perdita di specie con coltivazioni improntate alla biodiversità significa anche dare nuova vita alle zone protette, che potrebbero essere così collegate tra di loro e non isolate e, per questo, molto meno utili rispetto alle reali potenzialità.Tra l’altro, le specie preservate in un intero sistema sostenibile sarebbero molto più resistenti alle minacce climatiche rispetto a quelle di oggi, e la ricerca a loro dedicata riceverebbe nuovi impulsi.

Anche per quanto riguarda le specie da coltivare, è oggi cruciale utilizzare la maggior varietà possibile, comprese quelle antiche o minori, diversificare e far crescere così la capacità di resistenza di un sistema che ha nell’omologazione, nelle monocolture e nella povertà genetica delle sementi il vero problema.

Nessun cambiamento può fare a meno del fattore umano – conclude il Presidente Navarra – le popolazioni locali e soprattutto i piccoli coltivatori vanno coinvolti in ogni passaggio e durante ogni processo di transizione.
Il progetto Valor mette al centro della sua azione l’agroecologia e la resilienza degli ecosistemi al fine di proporre iniziative e progetti concreti, che diano finalmente corpo alle tante dichiarazioni degli ultimi anni, tutte concordi sulla necessità di cambiare radicalmente prospettiva, e che sanciscano una nuova, autentica ripartenza per il sistema agricolo mondiale, soprattutto attraverso le nuove generazioni.”

(Foto di Elena Curcetti)

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