Dalla Regione

INCHIESTA APPALTI, MARSILIO ALLA MAGISTRATURA “NESSUNO SCONTO”

“La magistratura marsicana vada avanti, velocemente e senza sconti per nessuno. E se troverà colpevoli esponenti del mio partito con sentenza definitiva, li punisca severamente”. Lo dichiara il presidente
della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, a proposito dell’inchiesta ’Acqua fresca’, che la settimana scorsa ha decapitato il comune di Celano portando in carcere Filippo Piccone, più volte parlamentare di Pdl e Fi ed ex consigliere regionale azzurro in Abruzzo. Ai domiciliari si trovano altre 7 persone, tra le quali l’attuale sindaco Settimio Santilli. Complessivamente sono 25 le
persone coinvolte tra amministratori e imprenditori, accusati dalla procura di Avezzano di aver pilotato appalti per 13
milioni di euro con un presunto “sistema clientelare fondato su amicizie e conoscenze”.

“Provengo dalla scuola di Almirante, che invocava il ’doppio della pena’ per crimini commessi da uomini della destra, che tradirebbero due volte il loro mandato, disonorando la comunità di cui fanno parte,” aggiunge Marsilio. “Nella vicenda di Celano, non posso nascondere lo stupore e il dolore di vedere agli arresti un uomo come il sindaco Santilli, di cui ho apprezzato le capacità, le qualità umane e di amministratore. Sono stato più volte nella sua città, dove ho visto i risultati di 5 anni di buona amministrazione: palestre, scuole, centri sociali e sportivi ristrutturati, ricostruiti e collaudati. Una rara capacità di sconfiggere la burocrazia e le lungaggini procedurali per arrivare al risultato, largamente apprezzato da una popolazione che gli ha tributato il 63% dei voti pochi mesi fa, rieleggendolo con grandi consensi”.

“Se venisse trovato colpevole dei reati ascrittigli”, prosegue il presidente della Regione in riferimento a Santilli, “ne rimarrei sorpreso, deluso, tradito. Sono, invece, fiducioso che Settimio saprà dimostrare la propria innocenza e la correttezza del proprio operato. Spero altrettanto possa fare l’on. Piccone, su cui si concentrano le accuse più pesanti. Voglio dire sin d’ora che se fossero vere le accuse, soprattutto quelle più infamanti, la sua condotta sarebbe imperdonabile”.

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