Dalle Diocesi

INCONTRO DI SPIRITUALITÀ DELL’AC DI SULMONA-VALVA CON DON MARCO GHIAZZA

Si è svolto in modalità on line sulla piattaforma Cisco Meet della Diocesi l’incontro di spiritualità con l’Assistente Nazionale dell’ACR don Marco Ghiazza.

 Ordinato sacerdote nel 2005, poi nel 2008 assistente della Diocesi di Torino, don Marco ha sempre partecipato agli appuntamenti nazionali dell’AC sia a livello unitario sia dell’ACR (convegni, seminari, capi di formazione). Dal 2015, l’impegno pastorale di don Marco è a servizio dell’AC nella formazione di ragazzi capaci di vita cristiana autentica.

Dopo l’invocazione allo Spirito Santo e la lettura del passo del Vangelo di Marco 12, 28-34 a cura dell’Assistente Unitario Diocesano don Daniele Formisani, don Marco ha dato inizio alla sua ampia e chiara riflessione sul tema proposto dal Vangelo.

Partendo dall’esortazione “Ascolta Israele” e poi dalla domanda dello scriba” Qual è il primo dei comandamenti?” don Marco ha evidenziato che la saggezza è nella qualità della risposta che si realizza solo quando ascoltiamo la Parola con la “P” maiuscola con l’orecchio ed il cuore.

Infatti, la nostra vita è legata all’ascolto e la capacità di ascoltare è intrinseca alla capacità di amare. Il nostro amore per Dio comincia proprio con l’ascoltare la Sua Parola e, similmente, il nostro amore verso il prossimo non può che cominciare con l’imparare ad ascoltarlo.

Ascoltare è un esercizio che nasce da una scelta, un’attenzione verso l’altro e ascoltare e ubbidire possono diventare azioni complementari se la Parola è accolta come un messaggio da comprendere, condividere e se il cuore è pieno di fiducia verso chi parla.

Anche se non è sempre facile ascoltare Dio perché spesso il nostro udito è intasato da tante sollecitazioni che non ci permettono di cogliere la Parola del Signore attraverso le Scritture.

Esempio di ascoltatore silenzioso è San Giuseppe, uomo discreto, riservato ma che nella quotidianità della sua vita ha sentito sempre la voce di Dio facendo la Sua volontà con l’obbedienza.

San Giuseppe non segue la logica dell’istinto ma l’intuizione del cuore e comprende che Maria è dentro un progetto misterioso, più grande. Egli coopera al disegno di salvezza di Dio nel coniugare le ragioni della testa a quelle del cuore insegnando a Gesù a fare la volontà del Padre.

Tutti possiamo trovare in San Giuseppe, presenza discreta e nascosta, un interesse, un sostegno nei momenti difficili, soprattutto quest’anno dedicato al padre putativo di Gesù.

La condizione sociale di San Giuseppe e il suo umile servizio nella Santa Famiglia di Nazareth si prestano a illustrare la vicinanza di Gesù al mondo del lavoro e San Giuseppe ne è il modello.

Con cuore di padre: così San Giuseppe ha amato Gesù, chiamato in tutti e quattro i Vangeli “il figlio di Giuseppe” e Papa Francesco, per celebrare il 150° anniversario della proclamazione di San Giuseppe, patrono della Chiesa Universale, ha scritto la Lettera Apostolica Patris corde celebrandone la grandezza.

Interessanti sono state le domande e le considerazioni nel momento di condivisione dei partecipanti. Gli interventi del nostro Vescovo Michele e dell’Assistente unitario don Daniele hanno affermato l’essenzialità dell’ascolto e dell’obbedienza anche a proposito del periodo quaresimale che  richiama tutti i fedeli al raccoglimento e alla meditazione del messaggio  evangelico nella speranza di una società più umana.

L’incontro di spiritualità di alto spessore formativo è terminato con la recita della Preghiera a San Giuseppe e con i saluti finali.

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