Economia

INTRODURRE IL REATO OMICIDIO SUL LAVORO, IN ABRUZZO 19 LE VITTIME

110 solo in Lombardia Roma, 6 sett. (Adnkronos) – Una vera e propria strage che non accenna a fermarsi: al 5 settembre scorso sono 756 le vittime del lavoro, tra questi 534 morti sul lavoro, 218 deceduti in itinere e 4 uccisi dal Covid. Serve introdurre il reato di omicidio sul lavoro: l’unica strada “concreta” concreta da percorrere nell’immediato per porre un freno alla strage. E’ quanto si legge nell’Osservatorio Sicurezza Rete Iside-Usb che individua come Regione maggiormente colpita la Lombardia con 110 decessi, seguita dal Veneto con 87.

“Manutenzione, misure strutturali, dispositivi di protezione individuale e formazione sono punti centrali su cui intervenire a tutela della salute e della sicurezza sul lavoro, ma troppo spesso vengono visti come un mero costo da ridurre dalle aziende. In questo modo si accumulano profitti sulla pelle dei lavoratori, mettendo a rischio la loro salute, la loro sicurezza e le loro vite”, spiega ancora l’Usb che rilancia la richiesta “fondamentale” di introdurre nel codice penale il reato di omicidio sul lavoro, come strumento di deterrenza.

E i dati Regione per Regione parlano di: 110 incidenti in Lombardia;
87 in Veneto, 66 in Campania;57 in Piemonte ; 52 in Emilia Romagna; 50 nel Lazio ;49 in Puglia; 46 in Sicilia ; 39 in Toscana ;36 nelle Marche ;34 in Calabria ; 21 in Sardegna; 19 Abruzzo ;14 in Trentino
Umbria;13 in Liguria ; 10 in Basilicata estero ; 8 in Molise ; 7 in Valle d’Aosta, Alto Adige, Friuli Venezia Giulia.

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