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LA GIOSTRA CAVALLERESCA DI SULMONA, L’ANTICO CHE ABBRACCIA LA COMUNITÀ

L’antico che entra nella vita del territorio, creando una comunità che abbraccia tre generazioni e arriva a toccare i cuori degli italiani all’estero. Questo e molto altro è l’associazione culturale “Giostra Cavalleresca” di Sulmona. Ne parliamo con il suo commissario reggente, Maurizio Antonini.

Come nasce l’associazione culturale?

L’Associazione nasce a seguito dell’idea di alcuni cittadini di riportare in vita un antico evento che per secoli veniva svolto due volte l’anno nella Città di Sulmona, “la Giostra Cavalleresca” ed una volta pianificata ed organizzata si è reso necessario costituire un’Associazione che gestisse l’evento negli anni.

Qual è il suo rapporto con il territorio?

All’inizio sicuramente l’aggregazione delle persone, basti pensare che partecipano alla Giostra i Borghi e Sestieri cui era divisa la Città ed ognuna di queste realtà consta di circa 300 persone associate, poi con il passare degli anni e con la crescita di notorietà della manifestazione il rapporto con il territorio è diventato anche e soprattutto turistico-economico, ogni anno nei giorni di Giostra nella Città e nel territorio si contano presenze di circa 50.000 turisti.

Come le è nata questa passione?

Per caso, nel 1999 mi trovavo a passeggio con la mia famiglia e passando sotto la sede di uno dei Borghi che partecipano alla Giostra, un amico vedendo mia figlia mi ha chiamato chiedendomi di salire nella sede e se potevano far sfilare la ragazza in un evento che doveva svolgersi il giorno dopo a Palena. Mia figlia accettò ed io piano piano iniziai a frequentare quel Borgo ed ad appassionarmi a tutte le iniziative che venivano svolte, in particolare la Giostra Cavalleresca di fine luglio.

C’è un ricordo o racconto che vuole condividere della vita dell’associazione?

Sicuramente ce ne sono tanti, ma in particolare ce n’è uno che ricordo e rimarrà sempre indelebile, ed è la partecipazione per la prima volta con l’Associazione nella sfilata del 2015 nel “Columbus Day” a Boston. Sfilare con abiti storici tra i grattacieli di Boston per poi giungere nel “Nord End”, il quartiere italiano e vedere il calore dei nostri connazionali con le lacrime negli occhi per la felicità di vedere persone italiane che sfilano davanti le loro case ed attività, credo sia un’emozione indescrivibile per noi che sfilavano ma soprattutto per loro.

Quanto ha pesato la pandemia sulle vostre iniziative?

Purtroppo questa pandemia ha pesato in modo significativo all’Associazione ed alla manifestazione e principalmente per due aspetti: il primo quello economico perché anche senza fare eventi i costi gestionali sono abbastanza onerosi; il secondo e forse più importante la mancanza di aggregazione di socialità tra tutti i partecipanti alla vista dell’associazione e dei Borghi e Sestieri – una realtà forse che non tutti sanno e che all’interno dell’associazionismo Giostra riescono a collaborare tra loro anche tre generazioni, dai nipotini ai nonni ed a volte bisnonni, cosa difficilmente riscontrabile in altre realtà.

E ora, che il Paese si riapre, quali sono le prospettive per l’estate?

Noi come Associazione Giostra Cavalleresca stiamo lavorando per realizzare i nostri eventi più importanti (Cordesca e Giostra Cavalleresca) a settembre, sempre nella speranza che l’emergenza sanitaria ce lo possa permettere, mentre i Borghi e Sestieri credo che durante l’estate qualche loro festa all’aperto riescano a farla, sempre rispettando le normative attuali e quelle che saranno dettate per la pandemia Covid-19.

(In foto di copertina Maurizio Antonini)

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