Dalla Regione

L’ABRUZZO VERSO LA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE REGIONALE

E’ stata depositata nel tardo pomeriggio di ieri da parte del presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio la proposta di modifica della legge elettorale regionale per l’elezione del presidente del Consiglio regionale e dei consiglieri regionali. Le modifiche consisterebbero nel passare dai collegi provinciali al collegio unico regionale con l’introduzione di tre preferenze di genere. Interpellato a margine dei lavori d’aula di ieri pomeriggio, il presidente del Consiglio Lorenzo Sospiri ha confermato l’avvenuto deposito della proposta di riforma della legge elettorale, spiegando che la ratio della nuova norma è di scollegare il peso politico dei consiglieri dai territori di appartenenza e dare una dimensione e una rappresentatività ‘regionali’. Una simile riforma permetterebbe – questa è l’intenzione, come spiegata anche da Sospiri – di superare la frammentarietà tipica del tessuto regionale abruzzese, che si riflette anche a livello politico impedendo la nascita di sinergie e, dunque, di realizzare un complessivo lavoro di sviluppo e di crescita.
Sospiri ha aggiunto che la proposta di modifica della legge entrerà in discussione in Consiglio regionale soltanto con l’anno nuovo, superato lo scoglio dell’approvazione del bilancio: si avrebbe così poco più di 12 mesi prima delle successive elezioni regionali per aprire una discussione con l’assemblea. Sarà, poi, il Consiglio regionale ad accogliere o meno il testo avanzato da Marsilio. Ora la proposta di legge deve avviare l’iter in commissione per poi approdare in aula seguendo un percorso di tipo ordinario. Tra le caratteristiche delineate dalla proposta di riforma ci sono, oltre alla tripla preferenza di genere: due posti di diritto ai primi due candidati presidenti della Regione, anche se non eletti, a patto, però, che le loro liste abbiano ottenuto almeno due seggi; un ampliamento del numero di candidati di lista; una modifica del calcolo per assegnare i seggi con criterio proporzionale alle coalizioni e singole sulla base delle rispettive cifre elettorali, senza dare più la priorità alle sole liste circoscrizionali.
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