Dalle Provincie

L’AQUILA, CAPIGRUPPO E CONSIGLIERI DI MAGGIORANZA: “MAI RISCOSSI I TRIBUTI DEL PROGETTO ‘CASE’, COLPA DELLE AMMINISTRAZIONI PRECEDENTI”

soldi euro

“Ancora una volta – scrivono in una nota i Capigruppo ed i Consiglieri di maggioranza di Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia, Cambiamo, Unione di Centro e L’Aquila Futura – il centrodestra al governo dell’Amministrazione comunale ha dovuto confrontarsi con i devastanti effetti della mala gestione di chi ci ha preceduto. Dopo aver dovuto ripianare buona parte dei debiti fuori bilancio ereditati e aver affrontato l’iter di risanamento delle società partecipate, ci ritroviamo adesso a dover far fronte a quasi 10 milioni di euro mancanti dai canoni di locazione e dalle bollette degli alloggi del progetto CASE mai pagate e mai riscosse”.

“Questa mattina, in Consiglio Comunale, – continua la nota – abbiamo ribadito ancora una volta la nostra linea programmatica: equità e correttezza nel pagamento per tutti gli aquilani. I 10 milioni di euro mancanti sono soldi che il Comune avrebbe potuto investire in manutenzioni stradali, riqualificazioni urbane, interventi di sostegno alle fragilità, manutenzione del Progetto CASE stesso. Non è giusto consentire a chi non vuole pagare l’affitto o le bollette, nonostante sia nelle condizioni di contribuire, di continuare ad usufruire del Progetto CASE gravando sulle spalle di chi, da anni, paga sempre regolarmente affitti e bollette”.

“Il provvedimento riguarderà in particolar modo coloro i quali hanno scelto deliberatamente di non pagare questi tributi nonostante avessero le condizioni per farlo: per le famiglie con fragilità sociali abbiamo invece da tempo costruito tutti gli scudi necessari per poter affrontare la grave crisi economica e pandemica. Vogliamo concludere questi cinque anni di governo lasciando il Bilancio dell’Aquila in condizioni di solidità e stabilità per affrontare un futuro che si preannuncia difficile. Questa la promessa fatta in campagna elettorale anni fa, questa la promessa che stiamo mantenendo”, concludono.

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