Dalle Diocesi

MONS. MICHELE FUSCO, LE SCRITTURE CI DICONO 365 VOLTE DI NON AVERE PAURA

“Non temere” è l’invito che troviamo “365 volte” nelle scritture. È così che il vescovo di Sulmona-Valva mons. Michele Fusco ha iniziato la sua omelia, in occasione della messa che si è tenuta il 1° giugno per l’apertura della Porta della Speranza nel contesto della Notte dei Santuari, presso il santuario della Madonna della Libera in Patrola Peligna.

“La paura è una realtà che accompagna ogni uomo, ‒ ha detto il vescovo – spesso cerchiamo di nasconderla, a volte ci sforziamo di negarla ma nessuno può evitare la pura. A volte mettiamo una maschera per nascondere i propri dubbi e incertezze. Durante questo tempo di pandemia abbiamo affrontato tanti momenti di paura, vissuto esperienze d’incertezze. Per quanto si può cercare di ignorare la paura, essa si affaccia nella vita di tutti. Allora ci consolano le parole della scrittura che ripete in tante occasioni: Non temere, non aver paura. Il fatto che sia citata per ben 365 volte sembra dirci che ogni giorno, in ogni situazione il Signore desidera farci ascoltare la sua voce che ripetere non aver paura”.

“Paura per il domani, per un virus che può toccare la nostra vita, paura della morte, della sofferenza, della malattia di una persona cara. – ha continuato – Incertezza per il lavoro, per il futuro dei figli, per ciò che potrà accadere. Quando non puoi gestire il futuro, non sai come andranno le cose, arriva la paura quando non possiamo controllare il nostro domani. Questa emozione è una realtà che non possiamo evitare, fa parte della nostra vita, dell’esistenza dell’uomo, non possiamo sfuggire dal vivere senza paura!”

“Gesù ha voluto sperimentare lui stesso la paura, ‒ ha soggiunto – in varie occasioni l’ha affrontata e l’ha superata con l’aiuto del Padre, fidandosi del Padre e riaccogliendo l’amore di Lui. Da soli non possiamo riuscirci, abbiamo bisogno degli altri, abbiamo bisogno di Dio, di sentirci amati e accarezzati dalla mano dell’altro che ci consola e ci rassicura, ci sostiene nell’affrontare le nostre paure, nel combattere la nostra battaglia per vincere questo demone insidioso. Noi abbiamo paura, anzi siamo tentati dalla paura: la maggior parte delle paure ce le inventiamo e nascono dalla nostra immaginazione, nutrita da noi stessi”.

“Questa sera ci raggiunge l’invito del Signore: Non abbiate paura. Non siate spaventati da qualcosa di inedito. Questo invito viene rivolto alle donne che vanno al sepolcro dopo aver visto Gesù morire in croce. Riesce difficile superare la paura quando si è sperimentato qualcosa di tremendo, come la perdita di una persona amata. Il giovane che parla alle donne apre loro la prospettiva della speranza di rivedere il maestro, di poterlo di nuovo incontrare. Riaccende in loro il fuoco della speranza. Anche stasera nell’attraversare la porta della speranza forse abbiamo provato una emozione, un brivido di gioia, una nuova possibilità di sperare che si apre davanti a noi. Abbiamo la certezza di poter aver fiducia di qualcuno, di un Dio che ci è vicino, che ci apre una porta, che continua a ripeterci di fidarci di Lui, perché lui per primo ha sconfitto la paura e l’incertezza.”

(Foto: Diocesi di Sulmona-Valva)

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