Cultura e Natura

NEL RAPPORTO ECOMAFIA L’ABRUZZO A META’ CLASSIFICA CON 1.211 REATI

L’Abruzzo a metà classifica, con 1.211 reati accertati,  nel rapporto “Ecomafia 2021”, realizzato da Legambiente con il sostegno di Cobat e Novamont e pubblicato da Edizioni Ambiente.

“Nel 2020, anno nero segnato dalla pandemia da Covid-19, – dice Giuseppe Di Marco, presidente regionale di Legambiente – l’ecomafia non conosce lockdown e pause, né risparmia l’ambiente. Non si deve assolutamente abbassare la guardia contro i ladri di futuro,  a maggior ragione in un momento storico in cui dovremo spendere ingenti risorse pubbliche previste dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). Va scongiurato in ogni modo il rischio di infiltrazioni ecomafiose nei cantieri per la realizzazione di opere ferroviarie e portuali, impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili e di riciclo dei rifiuti, depuratori, interventi di rigenerazione urbana, infrastrutture digitali, solo per fare qualche esempio delle opere che servono alla transizione ecologica”.

In Abruzzo sono stati 1.185 i denunciati e 430 i sequestri, con Pescara al primo posto con 510 reati stanati, 462 denunciati e 286 sequestri. Seguono Chieti (236 reati, 245 denunciati e 54 sequestri), L’Aquila (186 reati, 118 denunciati e 58 sequestri) e Teramo (109 reati, 215 denunciati e 30 sequestri). Ambiente sotto attacco, dunque. Codice rosso per i boschi, con la piaga dei roghi  (+8,1% a livello nazionale), e la fauna: i soli reati contro gli animali rappresentano il 23,5% del totale. 

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