Dalle Diocesi

PACENTRO, RIPRENDE VITA L’EREMO DI SAN GERMANO

Domenica scorss 25 luglio un gruppo di “irriducibili” della speranza assieme al vescovo di Sulmona-Valva, mons. Michele Fusco si è dato appuntamento per il Cammino di S. Germano sopra Pacentro. Il percorso fatto non è stato impegnativo ma agevole, molto bello per la varietà dei paesaggi che abbiamo attraversato. Raccontano i presentì: Ci siamo inoltrati lungo la rocciosa testata del vallone del fiume Vella e, attraversato il ponte della Rocca Giliberti, una faggeta ci ha rinfrescato lungo il percorso punteggiato da un paio di sorgenti. Scesi sul ponticello detto dell’Ombra e superato il ruscello del Rio abbiamo iniziato a risalire il valico del Colle Malvarano.

Qui il paesaggio è mutato, ci siamo inoltrati in una bella faggeta nella quale si ergevano qua e là  abeti, alcuni dei quali sorprendentemente vivi pur avendo parte dei rami caduti o addirittura il tronco dimezzato perché colpito dai fulmini. Questa cosa mi ha richiamato alla mente la speranza, la piccola ma tenace e paziente virtù teologale. Nonostante la pandemia, viviamo in un mondo dominato ancora una volta dall’impazienza del tutto e subito, un mondo dove gli orizzonti culturali si sono rivelati incapaci di formulare una speranza di lunga durata in grado di reggere una vita e invece questi abeti per me hanno dato un esempio di “speranza contro ogni speranza” sopravvivendo addirittura ai fulmini! Se è la speranza che tiene l’uomo in cammino “Camminare verso l’orizzonte: quella è la speranza”, come ha detto Papa Francesco sottolineando che “il segreto per poter camminare bene è guardare l’orizzonte, sì, ma non camminare da soli: camminare con gli altri, aiutandoci a vicenda, l’uno con l’altro, aiutandoci nel cammino, rimanendo con l’altro, e aiutando gli altri, e nei momenti difficili, dando speranza: quella speranza che io ho, e quando io la perdo, che un altro mi aiuti a ritrovarla”.

Pensiero dopo pensiero, lasciata la faggeta siamo giunti a una grande radura per arrivare infine all’eremo dove ci attendeva un nutrito gruppo di amici dell’Associazione Culturale Pacentrana. Augusto Di Cesare, appassionato storico di Pacentro, ci ha raccontato la storia dell’eremo di S. Germano e di questo stupendo luogo del Parco Nazionale della Majella. L’eremo fu eretto ben prima dell’anno 1000 quando i Franchi occuparono questa zona edificando un castello e alcune fortificazioni e dedicando la chiesetta al loro patrono S. Germano. A partire dal 1400 in poi il piccolo eremo fu più volte restaurato ed infine in epoca recentissima fu parzialmente riedificato e restaurato dalla sua Associazione. Da allora ogni anno a Pacentro c’è l’usanza di compiere un pellegrinaggio all’eremo di S. Germano l’ultima domenica di luglio.

Celebrata la S. Messa all’aperto davanti al piccolo eremo in questa suggestiva cornice naturale, il Vescovo Michele ha toccato i nostri cuori quando a proposito della moltiplicazione dei pani e dei pesci durante l’omelia ci ha detto che “Gesù prende quel poco che gli offriamo, lo benedice e alla fine lo dona a quanti ne hanno bisogno e che anzi ne avanza pure” spingendoci a riflettere se anche noi saremmo disposti ad offrire quel poco che abbiamo come quel ragazzo che ha offerto i suoi 5 pani e i suoi 2 pesci. Invitandoci infine a fidarci di Dio, specialmente quando le nostre soluzioni sono insufficienti, e a ricordare che Egli non si fa mai superare in generosità. 

Salutato gli amici dell’Associazione che hanno ripreso il loro cammino, abbiamo consumato le nostre colazioni sul prato e infine siamo ritornati alle auto ripercorrendo a ritroso il nostro sentiero lasciandoci con l’appuntamento di “Spera e prega” del 29 luglio prossimo alla chiesetta della Madonna della Portella sull’Altopiano delle Cinque Miglia e quello di ” Spera e cammina” del 3 agosto all’eremo di S. Antonio. 

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