Cultura e Natura

PROFESSORE DI HARVARD A CHIETI PER PARLARE DI DKA PEDIATRICA

Sarà Joseph Wolfsdorf, endocrinologo pediatra, professore di Pediatria presso il Children’s Hospital dell’Università di Harvard di Boston il protagonista del seminario nazionale sulla Chetoacidosi Diabetica (Dka) nei bambini che si terrà domani nella Clinica Pediatrica di Chieti diretta da Francesco Chiarelli. Lo comunica la Asl Lanciano-Vasto-Chieti.
“La chetoacidosi diabetica è una complicanza acuta del diabete tipo 1 (Dmt1) – si spiega in una nota -, che si può verificare all’esordio clinico della malattia o nel corso della stessa; è segnalata anche in pazienti con diabete di tipo 2 e rappresenta un’emergenza clinica per il pediatra. La chetoacidosi è particolarmente grave quando insorge nei bambini, è più rara negli gli adulti, si associa ad alta morbilità, mortalità e aumenta la spesa sanitaria. Studi recenti hanno dimostrato che i bambini con un esordio del dmt1 associato a Dka sono più esposti nel corso della vita a un controllo metabolico difficile e sono a maggior rischio di complicanze croniche. Nei paesi sviluppati la prevalenza di chetoacidosi in età pediatrica varia dal 15 al 70% dei casi di diabete all’esordio. La comparsa di Dka – sottolinea la Asl – è quasi sempre dovuta ad un ritardo nel riconoscimento dei primi sintomi di diabete di tipo 1, infatti nel 38% dei bambini con Dmt1, la diagnosi viene posta solo quando la chetoacidosi è già presente e, al di sotto dei sei anni, la percentuale sale addirittura al 70%. In uno studio retrospettivo internazionale multicentrico, al quale hanno partecipato 13 Paesi di 3 Continenti diversi (Australia, Austria, Cecoslovacchia, Danimarca, Germania, Italia, Lussemburgo, Nuova Zelanda, Norvegia, Regno Unito, Slovenia, Svezia e Stati Uniti), sono stati valutati i dati della DKA su un ampio campione di 59.000 bambini (età media: 9 anni) con nuova diagnosi di diabete tipo 1.
L’analisi condotta ha mostrato che la prevalenza della Dkg all’esordio di Dmt1, varia notevolmente nei diversi Paesi coinvolti e tende ad un lieve aumento tra il 2006 e il 2016. In Italia la percentuale di bambini con Dka all’esordio del diabete tipo 1 è elevata, anche se in lieve riduzione negli ultimi anni. Infatti, il nostro Paese evidenzia una delle più alte prevalenze di Dka tra i Paesi partecipanti allo studio citato. Tale dato ci sollecita ad un tempestivo intervento finalizzato a contrastare in modo più incisivo il fenomeno. Nella maggioranza dei bambini e degli adolescenti la diagnosi di diabete dovrebbe essere posta senza difficoltà – precisa l’Azienda sanitaria -. Un dato anamnestico recente di poliuria (aumento della quantità di urina, aumento della frequenza di urinare e la nicturia (il bambino si alza di notte per urinare), sete intensa, aumento della fame e dimagrimento è una indicazione inequivocabile a richiedere un esame urine per glicosuria e chetonuria e una glicemia. Obiettivo dei pediatri e dei pediatri diabetologi è di aumentare la sensibilità verso una condizione estremamente grave, che deve essere trattata secondo linee guida precise. Contribuire a diffondere una maggiore consapevolezza sulla malattia – conclude la Asl sottolineando il perché del seminario di domani -, consentirà una diagnosi più precoce del diabete mellito nei bambini, con una minore incidenza di chetoacidosi diabetica, in particolare nella forma grave”.

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