Dalle Provincie

RIQUALIFICAZIONE DEL PARCO FLUVIALE DI TERAMO, “UNA CITTÀ VERDE NELLA CITTÀ”

Una città verde dentro la città. E’ ciò che può diventare il Parco fluviale. Questo il leit motiv del progetto di riqualificazione elaborato dalla studio di Architettura Ca.Se Atelier in collaborazione con lo studio di Architettura del Paesaggio LAR, sulle indicazioni dell’amministrazione comunale, ed in particolare del Sindaco Gianguido D’Alberto e degli assessori Martina Maranella e Valdo Di Bonaventura.

Negli ultimi anni i parchi che circondano la cinta urbana (Parco fluviale del Vezzola e Lungofiume del Tordino), che sorgono a ridosso dei due fiumi su cui fu costruita l’antica Interamnia, sono stati oggetto di particolare cura. Ora si passa ad  una fase successiva, ambiziosa: programmare e progettare con un disegno complessivo la loro valorizzazione, con la finalità di renderli maggiormente fruibili e metterli in diretta  connessione con il resto della città e con gli altri progetti di riqualificazione di aree urbane. Nel progetto, i parchi si fondono definitivamente tanto da diventare, anche nella denominazione un solo Parco Fluviale.

Esso già offre una enorme varietà di scenari, che vanno dall’ambito naturale a quello più prettamente urbano con suggestive interferenze tra le due realtà. Negli anni è stato attrezzato e sistemato con opere di ingegneria naturalistica e arredo urbano per potervi praticare giochi, sport e passeggiate; particolare importanza riveste il tracciato, una pista che consente di girare, a piedi o in bicicletta, immersi nella natura. Nel corso degli anni, è diventato punto di riferimento per i cittadini che lo utilizzano come una infrastruttura verde, dotata di notevole valenza paesaggistica e storica; al suo interno, infatti, sono presenti tratti di rilevante qualità ambientale e faunistica nonché monumenti, alcuni recuperati altri allo stato di rudere, risalenti a varie epoche storiche e comunque tutti legati alla storia ed ai mutamenti della città.

Il nuovo progetto muove dall’analisi delle criticità oggi esistenti. Innanzitutto si è notato come, seppur presente in modo preponderante nel centro cittadino, il parco sia una realtà non sempre facilmente raggiungibile. Vari sono i momenti di interferenza con la realtà urbana, sia a livello visivo che fisico. Spesso dal parco si scorge la città e, mentre al di sotto delle mura storiche o nelle immediate vicinanze del centro, la percezione è piacevole, in vari tratti il percorso è oltrepassato dalle infrastrutture viarie principali. Fondamentale è anche, nonostante la manutenzione posta in essere, la necessità di sostituire o quantomeno reintegrare vari tratti di pista, attualmente quasi esclusivamente pedonale, in quanto la diversità dei tipi di pavimentazione inibisce spesso la ciclabilità. Ad essere inibita è purtroppo anche l’accessibilità da parte di persone diversamente abili. Lungo tutto il percorso, sono carenti l’illuminazione ed i punti di approvvigionamento di acqua potabile; allo stesso modo, mancano servizi igienici e di ristoro. Ulteriore elemento di criticità è la presenza di emergenze storiche, come due antichi ponti e dei lavatoi, che necessitano di essere recuperati. Necessità di recupero individuata anche rispetto ad elementi più contemporanei come l’arredo delle aree pic-nic esistenti o dei parchi giochi e di alcune strutture sportive.

A tutto questo, il progetto di riqualificazione intende dare risposte reali ma, oltre ciò, l’idea ispiratrice è di rendere l’intera struttura di circa 10 chilometri, l’autentico spazio verde cittadino per il tempo libero, lo svago, le passeggiate, lo studio e tutte le attività ad esso sono connesse.

Alla luce di tutto ciò, il progetto individua gli interventi da realizzare. L’implementazione di accessi e collegamenti con la città; l’abbattimento delle barriere architettoniche; la tematizzazione dei percorsi; l’individuazione di funzioni caratteristiche; la realizzazione di piccole infrastrutture a servizio delle aree; il recupero delle emergenze architettoniche presenti e la riqualificazione delle realtà sportive ed edilizie in degrado, nonché la risoluzione delle interferenze con le infrastrutture, soprattutto viarie, della città. Prevista anche l’introduzione di una importante segnaletica, tramite elementi che  si ritrovano poi lungo tutto il percorso, determinando un sistema caratterizzato, nella forma e nel colore. A completare il sistema, sono previste piccole strutture costruite con materiali naturali, denominate come “casette”, che lo doteranno dei necessari servizi. In tutto il Parco è previsto il rifacimento della pavimentazione della pista che verrà trasformata in ciclopedonale mediante la realizzazione di un fondo in terra battuta. Tutta la pista sarà illuminata con lampioni fotovoltaici autoalimentati, così da aumentare la sicurezza anche nelle ore notturne, e sarà dotata di un sistema di distribuzione dell’acqua potabile e di idonei cestini portarifiuti.

Il Sindaco Gianguido D’Alberto è entusiasta del progetto: “Stiamo lavorando per intercettare i finanziamenti e non solo; abbiamo già individuato una prima tranche di fondi che ci permetterà di realizzare gli interventi di partenza, che renderanno visibile la destinazione finale del Parco. In generale, si tratta di un progetto modulare, che andrà ad interagire con gli altri già avviati o in corso di studio, quali ad esempio quello di riqualificazione di via Longo, per fare della ricostruzione cittadina non un insieme di interventi sconnessi tra loro ma un mosaico di opere organiche, armoniche, di condivisa prospettiva e di reciproca funzionalità”.

Assieme agli assessori interessati, il Sindaco sottolinea il necessario passaggio partecipativo, annunciando l’apertura al confronto con cittadini ed associazioni, con queste ultime peraltro già avvenuto nella prima fase. “Il parco fluviale di Teramo – concludono gli assessori Maranella e Di Bonaventura –  per la prima volta ha un progetto che  lo connette all’assetto urbanistico della città e lo valorizza in tutte le sue potenzialità. Stiamo producendo un’idea concreta per rendere fruibile uno spazio essenziale, da porre in connessione con il resto della città e che permette di valorizzarne la storia. Un’idea perciò che ridisegna questo vitale spazio cittadino ma che proietta i suoi benefici sull’intera cinta urbana”.

(Foto: Interminatispazi, CC BY-SA 4.0, attraverso Wikimedia Commons)

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