Dalla Regione

I GARANTI DELL’INFANZIA DI ABRUZZO E CAMPANIA CONTRO IL DDL 1662

Per i Garanti per l’Infanzia e l’Adolescenza di Abruzzo e Campania, Maria Concetta Falivene e Giuseppe Scialla, il testo per la modifica del disegno di legge 1662 A, con cui si aggiungono misure in materia di diritti delle persone e le famiglie e proposto in Commissione Giustizia del Senato, ha un aspetto per cui non può essere condiviso: quello inerente la bigenitorialità. Nello specifico, scrive Falivene in una nota a firma di entrambi i Garanti, è l’affermazione “fermo restando il principio generale dell’interesse del minore a mantenere relazioni significative con i genitori”. Affermazione “che rimanda al comma I dell’articolo 337 ter c.c.-spiega- tuttavia sostituendo il concetto di interesse a quello di diritto e dando ad esso contenuti ben più deboli e astratti rispetto al ‘rapporto equilibrato e continuativo’ assicurato dal codice civile. E’ ben noto, infatti, che il concetto di ‘interesse’ è un contenitore vuoto entro cui ciascuno può intendere presente ciò che meglio crede e che nulla è più vago, indeterminato e privo di significati concreti proprio del termine ‘significativo’. E’ altrettanto noto, d’altra parte- sottolinea- che una legge successiva ad un’altra può modificare la prima: pertanto, introdurre la definizione di un principio fondamentale come quello della bigenitorialità in termini tutt’affatto diversi da quelli precedenti si presta ad essere interpretata come una revisione che si può cercare di far valere a qualsiasi effetto”.(SEGUE) (Afa/Dire
18:05 21-09-21 .

“A rendere la situazione ancora più preoccupante- scrive la Garante- è il fatto che ripetutamente negli ultimi tempi la Suprema Corte ha proceduto ad indicare i contenuti della bigenitorialità con analoghe amputazioni (v., ex pluris, Cassazione 6471/2020: ‘Al diritto del genitore non convivente di continuare a mantenere rapporti significativi con i figli minori corrisponde, in via speculare, il diritto dei figli di continuare a mantenere rapporti significativi con il primo’).
Circostanza che si riscontra non di rado anche nei quesiti che al primo grado vengono rivolti dal giudice ai consulenti di ufficio;
dove almeno, tuttavia, non viene svilito il diritto a ‘interesse’. Si ha, quindi- concludono Falivene e Scialla- l’impressione non di una svista occasionale, ma di una manovra tendente intenzionalmente a mortificare e svuotare i diritti indisponibili, faticosamente fatti riconoscere ai figli di età minore”.
“In questo senso- conclude Falivene- quale Garante dell’infanzia e dell’adolescenza, insieme al collega per la Campania mi sento impegnata non solo a segnalare la circostanza vibratamente protestando, ma anche a mettere in atto qualunque iniziativa che possa impedire la realizzazione del tentativo, coinvolgendo ogni ente, istituzionale come privato, che abbia altrettanto a cuore la tutela dei figli e dei loro diritti”.

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