Turismo e Sport

I TURISTI PAZZI PER LE DIMORE STORICHE NEI CASTELLI E NELLE ABBAZIE

L’esperienza di dormire in cima a una rocca medioevale. Il lusso di una vacanza tra volte affrescate e giardini all’italiana. O la riscoperta di edifici secolari che rendono unico un territorio. È il nuovo trend del turismo legato al patrimonio storico-culturale, che dalla ripresa post pandemia registra una vera impennata. Non si sceglie più (solo) una città, una montagna o un litorale. Ma si vuole vivere nella storia e nella cultura. Non è un caso dunque se un colosso come Aribnb ha lanciato anche in Italia la nuova Categoria delle Dimore Storiche (www.airbnb.it/dimorestoriche), per individuare più facilmente alloggi come castelli, ville e persino abbazie, come quella di San Giusto nel cuore della Tuscia Viterbese. Qui, tra chiostri, sorgenti e una valle mozzafiato, si dorme nella suite arroccata nella torre o si ammira l’alba dal grande dormitorio dei Conversi.
“Mio padre si innamorò di questo luogo quando avevo 12 anni – racconta all’ANSA la host Ippolita Checcoli – L’abbazia di oggi è del 1146, ma noi l’abbiamo comprata che era poco più di un rudere, ridotta a pascolo per greggi”. Vent’anni per restaurarla, oggi il cancello è sempre aperto, anche a chi semplicemente vuole fare una passeggiata. E ad andarne pazzi sono soprattutto i turisti nordamericani.
Già, perché se i numeri raccontano un trend sempre più forte, con le prenotazioni di Dimore storiche tramite Airbnb in Europa nel 2021 cresciute del 54% rispetto al 2019, in Italia oltre il 70% delle richieste arriva da stranieri. Che, in questo caso, generalmente viaggiano in coppia, prediligono soggiorni più lunghi (sopra i 7 giorni) ed esprimono un’altissima soddisfazione (94% di recensioni a cinque stelle). I luoghi più ambiti, costa etrusca, Verbania, campagna piemontese, Versilia e lago di Como.
Dal recente International Web Summit di Lisbona è emerso infatti che le Categorie in generale aiutano un turismo più sostenibile e la dispersione dei grandi flussi: gli ospiti che le utilizzano prenotano meno spesso nelle 20 mete europee più popolari di Airbnb (-17,5%) e più invece in luoghi meno visitati che non rientrano fra le 400 destinazioni più richieste sulla piattaforma (+35,5%). E sono più propensi a soggiornare fuori dai grandi centri. A Roma, per esempio, chi utilizza la ricerca flessibile non predilige l’affollata area del Municipio I (-8,1%).
Le Dimore storiche spesso esaudiscono (anche) questo desiderio: sulla piattaforma, oltre il 90% sono in zone rurali o poco densamente popolate. Come il borgo medioevale di San Benedetto in Perillis. Ferito dal sisma d’Abruzzo del 2009, oggi conta 110 anime all’anagrafe. Ma Paola Di Pietro e Gionatan Paolini sperano che il loro Charme in Perillis diventi “un progetto pioniere per altre attività”.
C’è poi tutta un’Italia di dimore uniche, come trulli, dammusi o la Casa del Tabacco di Emira Sghaier e Arturo Parolini a Vitigliano, dove profumi salentini si mescolano ad atmosfere di Tunisia. In tutto, un’offerta da oltre 5 mila annunci e 20 mila alloggi, che racconta anche un tessuto di storia e di storie.
Come quella di Vittorio Betteloni, una carriera da manager internazionale, che ha donato nuovo futuro alla bellezza ereditata dagli avi, aprendo al turismo Villa Betteloni, in Valpolicella (altra zona poco battuta dai grandi flussi). Qui, si soggiorna tra affreschi del ‘700 e il giardino all’italiana.
“Ci ho messo anni a decidermi. Invece – sorride – accogliere i turisti, raccontare loro le storie di questo luogo e della mia famiglia, è bellissimo. Ed è fondamentale per mantenere un patrimonio così fragile e costoso”. Non a caso l’Associazione Dimore Storiche Italiane ha da poco annunciato un nuovo fondo per il restauro degli edifici storici e la promozione dell’Heritage Tourism proprio grazie a una donazione di un milione di euro da parte di Airbnb.

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