Dalle Provincie

PESCARA, VENERDÌ IL VERTICE SULLE OPERAZIONI DI DRAGAGGIO DEL PORTO

Venerdì 8 ottobre vertice in Comune, a Pescara, per fare il punto sulla situazione dragaggio del Porto di Pescara. Lo annunciano con una nota congiunta il presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri e il consigliere per l’Abruzzo dell’Autorità Portuale Riccardo Padovano, spiegando che al centro dell’incontro ci sarà “la gara d’appalto affidata ad Arap per avviare le operazioni di rimozione dei fanghi e restituire piena agibilità alla canaletta di transito dei pescherecci. Per ripristinare la piena transitabilità sarebbe necessario togliere almeno 150mila metri cubi di materiale – sottolineano – , ma tutto dipende dalla qualità ambientale dello stesso materiale, il cui esame è stato affidato all’Aca per accelerare quanto più possibile carotaggi e analisi, con la Regione che ha stanziato il primo fondo di 80mila euro, su una disponibilità di quasi 1milione di euro, per pagare prelievi ed esami. L’urgenza è evidente, l’obiettivo è fare presto per garantire la tranquillità degli operatori del mare che guardano con preoccupazione all’autunno e ancor più all’arrivo della stagione invernale”. Al tavolo, fissato per le 11.20, siederanno Capitaneria di Porto, Aca, Arap e i rappresentanti del mondo della marineria Francesco Scordella e Massimo Camplone.

“Quando avremo avviato le opere di ampliamento e potenziamento del porto ovviamente daremo una soluzione concreta al problema dell’insabbiamento del porto canale, ovvero della canaletta che oggi ospita il transito in entrata e uscita dei nostri pescherecci – aggiunge Sospiri -.
Sino ad allora, evidentemente, dovremo garantire la transitabilità dell’asse fluviale attraverso un dragaggio costante, ma con un iter amministrativo tutt’altro che semplice.
La Regione è stata più che tempestiva e grazie alla sensibilità del Governatore Marsilio abbiamo stanziato per l’obiettivo ben 2milioni di euro trasferiti al Comune di Pescara già a febbraio 2021, e nel frattempo abbiamo svolto le procedure per affidare all’Aca di Pescara, guidata dal Presidente Brandelli, l’incarico di eseguire gli esami sulla qualità ambientale dei fanghi da rimuovere dai fondali, e l’Aca per accelerare quanto più possibile quelle procedure si è affidata a una struttura di certificazione toscana, al fine di non gravare ulteriormente sull’Arta”. “Il problema – prosegue Padovano – è tutto sull’esito di quei carotaggi, perché potrebbe esserci il rischio che solo il 10 per cento di quei materiali possa essere ristoccato in mare, a ridosso della diga foranea, mentre la rimanente parte potrebbe avere bisogno di un trasporto in discarica. Che significa la lievitazione delle spese e dunque una minore quantità di sabbia che potrà essere rimossa. Il nostro obiettivo è ovviamente rimuovere non 30mila metri cubi di sabbia, ma almeno 60mila, fermo restando che l’ideale per garantire l’agibilità del porto è la rimozione di almeno 150mila metri cubi”. “Ormai – dice ancora Sospiri – le procedure dovrebbero comunque essere giunte a conclusione e per questo ho chiesto alla Capitaneria di porto, che svolge un po’ le funzioni di coordinamento e di raccordo tra tutte le forze istituzionali coinvolte, di convocare un vertice utile a tracciare la linea e a verificare lo stato dell’arte dei carotaggi, degli esami, e dell’appalto, ipotizzando per fine ottobre la prima data utile per l’avvio dei lavori di escavazione dei fondali”.

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