Economia

SERVONO 20 MLD DI EURO PER COMPLETARE LA RICOSTRUZIONE PRIVATA DOPO IL TERREMOTO

“Le risorse stanziate all’inizio del percorso della ricostruzione privata saranno sufficienti fino alla prossima primavera, dopodiché occorrerà il rifinanziamento. Le richieste di contributo arrivate ci dicono che per ricostruire il patrimonio edilizio privato, nelle quattro regioni del Centro Italia, occorreranno circa 20 miliardi di euro”. Così il commissario straordinario alla ricostruzione post sisma, Giovanni Legnini, stamani a Camerino, a margine dell’evento organizzato dalle Anci regionali di Abruzzo, Marche, Lazio e Umbria, in collaborazione con Anci nazionale, per fare un bilancio a cinque anni dal terremoto.

“La proroga del bonus 110% nelle aree colpite dal sisma è una priorità assoluta” – ha proseguito Legnini -e sul fronte della ricostruzione abbiamo avuto quest’anno una fortissima crescita nel primo semestre e una minore crescita in questo trimestre e si comincia ad avvertire il problema della saturazione del mercato edilizio, del mercato delle professioni, della scarsità di manodopera e di materiali e questo costituisce oggi il problema principale”.
“Risolvere questo problema è complicato per le dinamiche di mercato – ha spiegato – Ma occorre far sì che la ricostruzione sia in concreto attrattiva dal punto di vista dell’affidabilità, della continuità e della capacità di sviluppo. Ribadisco – ha aggiunto il Commissario – quello che ho avuto già modo di dire altre volte: fidatevi. E lo dico alle professioni e alle imprese, fidatevi di questo processo della ricostruzione e cerchiamo di dare continuità a questo processo”. “Non possiamo permetterci che la ricostruzione si fermi”, ha ammonito Legnini e “la proroga del bonus 110% nelle aree colpite dal sisma è una priorità assoluta”.

“Dopo la notevole accelerazione dell’ultimo anno, siamo di fronte – ha aggiunto – a difficoltà del mercato dell’edilizia impreviste e non dipendenti dai poteri della governance della ricostruzione. E dopo aver censito per gran parte i danni privati e pubblici, disponiamo di un quadro ormai pressoché completo dell’enorme lavoro da fare per completare la ricostruzione”.
“La ricognizione avviata sui danni rende evidenti le reali dimensioni della catastrofe – ha osservato Legnini – ci sono almeno altri 50 mila edifici da riparare, e migliaia di opere pubbliche e chiese ancora da finanziare, per un costo di quasi 25 miliardi di euro, aggiunge Legnini auspicando un rinnovato impegno da parte di tutti. È una condizione essenziale per garantire qualità e tempi ragionevoli della ricostruzione, ora che i territori dispongono di una nuova possibilità di rilancio, anche con il pacchetto sisma del Pnrr e le sue risorse specifiche per lo sviluppo delle aree colpite dai terremoti”.

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