Dalla Regione

WWF ABRUZZO CHIEDE UNA LEGGE REGIONALE SUI FIUMI CONDIVISA E CONCERTATA

“Bloccare il disegno di legge “Norme in materia di gestione dei corsi d’acqua e di interventi in manutenzione fluviale e compensazione”, e scrivere un nuovo progetto cui lavorare insieme. E’ la richiesta che il Wwf Abruzzo avanza alla Giunta regionale dopo il rinvio della discussione del disegno di legge in oggetto che si sarebbe dovuta svolgere oggi in Commissione Territorio, Ambiente e Infrastrutture e che è stata invece rinviata a data da destinarsi. L’associazione chiede quindi di rivedere completamente il testo nei contenuti e nell’impostazione. Secondo il Wwf sebbene nella relazione che accompagna il ddl sia spiegato quanto i fumi subiscano l’effetto antropicol, “non prevede iniziative concrete di riduzione del degrado e di riqualificazione ecologica dei fiumi. Anzi, paradossalmente, quanto previsto dal disegno di legge potrebbe aumentare l’impatto sugli ecosistemi fluviali perché favorisce l’asportazione del materiale litoide dagli alvei (finanziando addirittura l’intervento con lo scomputo del costo del valore del materiale, un vero regalo ai cavatori!) e la conseguente distruzione della vegetazione ripariale”. L’associazione lamenta quindi l’assenza di una programmazione di interventi utili ad eliminare le cause del degrado dei fiumi (come ad esempio la rimozione degli sbarramenti), il ripascimento delle aree in deficit di sedimenti per favorire anche il rallentamento dell’arretramento costiero, la rinaturazione delle sponde o anche il recupero delle aree di esondazione naturale dei fiumi. “Senza azioni concrete volte alla rimozione delle cause è più che evidente che i problemi, enumerati nella relazione al ddl, permarranno”.

Bisognerebbe garantire, piuttosto – prosegue il Wwf – , una manutenzione che assecondi la naturale dinamica fluviale, e dunque che valuti anche l’opzione del ‘non intervento’, tutelando, invece, i servizi ecosistemici e intervenendo soltanto dopo un’attenta valutazione del problema e sulla base di piani redatti attraverso competenze interdisciplinari”. Un approccio che, sottolinea l’associazione, nonostante richiesto dall’Europa fatica ad affermarsi a livello nazionale a causa della mancanza di “un’adeguata cultura a riguardo, quella del ‘lasciar fare alla Natura’, così come sono ancora carenti le capacità progettuali diffuse, che fanno capolino solo timidamente: ne sono esempi positivi il progetto di rinaturazione sul Sangro in Comune di Scontrone o il progetto da 357 milioni di euro, proposto da Wwf e Anepla (Associazione nazionale estrattori produttori lapidei e affini di Confindustria), inserito nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza per la rinaturazione del Po”. “La Giunta Abruzzese dovrebbe, coerentemente con la vigente legislazione, con le normative europee e con la Strategia Europea per la biodiversità entro il 2030, adoperarsi a ridurre la vulnerabilità del territorio per aumentarne o ripristinarne la resilienza rispetto a eventi che si sono fatti sempre più frequenti ed estremi cambiando l’attuale approccio predatorio sui fiumi”, chiosa la nota. Per il Wwf dunque, se il disegno passasse così com’è la situazione dei fiumi non farebbe che peggiorare e non aiuterebbe a fare prevenzione contro gli alluvioni, aumentando invece la fragilità del reticolo fluviale regionale a fronte dei cambiamenti climatici. In ultimo, conclude l’associazione, si “creerebbe persino incongruità anche economiche, nonché immotivati privilegi, nel settore del mercato del materiale di cava”. Di qui la richiesta di cestinare il disegno di legge e avviare un confronto che permetta di includervi gli obiettivi della Strategia europea della biodiversità.

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